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Size Matters. Scale and Measure in Photography

Spazio

Attraverso la restituzione delle costruzioni prospettiche la fotografia trasmette un’illusione di spazialità, che superando la bidimensionalità delle stampe fotografiche evoca l’esperienza spaziale dell’osservatore. Questo realismo illusionistico – di cui il pubblico era ben consapevole – caratterizzò fin dall’inizio il nuovo medium e ne determinò la ricezione. Così, a nessuno verrà in mente di affermare che la banderuola segnavento del Bargello a Firenze sia più grande della cupola del Duomo – anche se nella fotografia i rapporti dimensionali risultano invertiti. Nel dettaglio dell’eremo di Montesiepi l’occhio è in grado di percepire la profonda concavità della cupola, e non solo una serie di cerchi concentrici bianchi e neri. Quali indizi dei rapporti dimensionali reali possono fungere oggetti la cui dimensione approssimativa è parte del sapere collettivo, come le perle sulla piccola tavoletta in smalto [emaille] georgiana, chiaro segnale che deve trattarsi di un oggetto molto piccolo. Le ombre rappresentano un capitolo a parte: dipendendo dalla luce e dalla posizione del sole, esse variano in forma e dimensioni e possono far apparire gli oggetti che le producono più piccoli o più grandi che nella realtà. Così le ombre delle sculture della facciata di San Pietro, che nella fotografia assumono quasi l’ampiezza dell’intero colonnato. Le immagini create dalle ombre possono essere confrontate per certi versi con la fotografia. Anch’esse sono prodotte dalla luce, sono bidimensionali e la loro scala può variare. Mentre la fotografia, però, riproduce gli oggetti illusionisticamente, le ombre costituiscono piuttosto un rimando a un oggetto reale, come l’ombra del campanile di Giotto sulla cupola del Duomo.


Ditta Manelli: il Marzocco sulla torre del Bargello a Firenze, stampa alla gelatina d’argento, 24,7 x 18,7 cm, ante 1935, n. inv. 105649

Giulio Guzzoni: Dettaglio della cupola dell’Eremo di San Galgano a Montesiepi (Chiusdino, Siena), stampa alla gelatina d’argento su carta baritata, 23,3 x 17,7 cm, ante 1960, n. inv. 164856

Horst Fenchel: presa d’aria nella centrale termica della stazione fiorentina Santa Maria Novella (progetto Angiolo Mazzoni, 1934), stampa alla gelatina d’argento su carta baritata, 17,4 x 22,2 cm, 2001, n. inv. 558086

Ralph Liebermann: facciata laterale del Tempio Malatestiano a Rimini, stampa rovesciata, gelatina d’argento su carta baritata, 25,2 x 20,2 cm, 1991, n. inv. 491630

Droor Maayan: Cristo Pantocratore sul coperchio di un reliquiario, 6 x 3 cm, Tbilisi (Georgia), foto digitale, 22,3 x 16,1 cm (stampa), 2006, n. inv. 592352

Fotografo non identificato: Piazza San Pietro a Roma, stampa all’albume, 25,2 x 37,6 cm, ante 1890, n. inv. 13872

Romualdo Moscioni: facciata laterale della Basilica di San Nicola a Bari, stampa all’albume, 38,4 x 25,2 cm, ante 1893, n. inv. 4169

Roberto Arturo Ginori: Cupola del Duomo di Firenze con l’ombra del Campanile di Giotto, stampa alla gelatina d’argento su carta baritata, 23,5 x 17,6 cm, 1935, n. inv. 103302




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Roberto Arturo Ginori: Cupola del Duomo di Firenze con l’ombra del Campanile di Giotto, stampa alla gelatina d’argento su carta baritata, 23,5 x 17,6 cm, 1935, n. inv. 103302

© KHI Firenze | 21.01.2021 01:55:25