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Size Matters. Scale and Measure in Photography

Fatica

L’arte spesso richiede sforzi. Il blocco dello scultore, prima di essere intagliato, è stato scavato nella roccia e trasportato per miglia. Una villa emerge dal suolo solo dopo che questo è stato ribaltato e livellato. Le città sono il prodotto di asporto tanto quanto di accumulo. L’arte è sempre un’attività fisica, spesso massacrante. Molti cronisti hanno descritto le disumanità ammesse in nome dell’arte. Plinio, Vasari e Guy de Maupassant invitavano i loro lettori ad immaginare l’ammontare di tempo, denaro e corpi richiesti dalla costruzione delle terme di Caracalla, del duomo di Firenze o della torre Eiffel. La meccanizzazione, l’industrializzazione o la robotica non hanno cancellato gli sforzi legati al costruire. Li hanno solo trasformati, in aspettativa e slancio. Un’opera d’arte richiede anche tanto lavoro dopo esser stata completata, sotto forma di interventi di restauro o protezione. Le fotografie di questa sezione parlano anche di questi sforzi, come quello dei fiorentini nel calare e trasportare la croce di Cimabue dopo l’alluvione. Gli scatti rendono questi sforzi drammaticamente, come le stazioni di una via crucis. La manodopera artistica conosce anche una dimensione intima nella fatica manuale dell’artigiano, che lavora le superfici per ottenere texture raffinate. La lavorazione delle superfici è il tema dei dettagli tratti da uno dei prigionieri di Michelangelo, quei valorosi combattenti della materia e personificazione dello sforzo artistico che qui diventano emblemi di questa problematica.


Guglielmo R.do Albano: cava nei dintorni di Napoli, stampa all’albume, 23,8 x 29,9 cm, ante 1900, n. inv. 606350

Rabatti & Domingie Fotografi: dettaglio della Pietà da Palestrina (Michelangelo?), h. 253 cm, Firenze, Museo dell’Accademia, foto digitale, 22,7 x 16,0 cm (stampa), 2010, n. inv. 599850

Fotografo non identificato: superficie marmorea di uno dei Prigionieri di Michelangelo, Firenze, Museo dell’Accademia, stampa all’albume, 11,9 x 17,0 cm / 17,4 x 12,0 cm, intorno al 1900, n. inv. 8978 / 8979

Cesare o Alessandro Vasari: veduta di Villa Farnese a Caprarola, stampa alla gelatina d’argento, 20,0 x 26,0 cm, ante 1934, n. inv. 95202

Fotografo non identificato: cantiere intorno a Porta Pila a Genova, stampa alla gelatina d’argento, 17,2 x 23,4 cm, 1892-95, n. inv. 456735

Fotografo non identificato: impalcatura lignea alla Biblioteca Medicea Laurenziana a Firenze, stampa alla gelatina d’argento, 25,2 x 19,7 cm, ante 1936, n. inv. 110650

E. Migliori: facciata di Palazzo Guadagni a Firenze con pubblicità di varie ditte, aristotipia, 23,0 x 17,1 cm, terzo quarto del XIX sec., n. inv. 407671

Fotografo non identificato: tempio di Bacco a Baalbek (Libano), stampa all’albume, 20,2 x 13,9 cm, ante 1870, n. inv. 101128

Ivo Bazzechi: il crocifisso di Cimabue trasportato alla Limonaia del Giardino di Boboli dopo l’alluvione di Firenze del 4 Novembre 1966, stampa alla gelatina d’argento su carta baritata, 17,8 x 13,6 cm, n. inv . 489526/1

Ivo Bazzecchi: il crocifisso di Cimabue trasportato alla Limonaia del Giardino di Boboli dopo l’alluvione di Firenze del 4 Novembre 1966, stampa alla gelatina d’argento su carta baritata, 19,3 x 17,8 cm, n. inv. 489527

Ivo Bazzecchi: Lungarno Generale Diaz all’altezza di Piazza Mentana a Firenze dopo l’alluvione del 4 Novembre 1966, stampa alla gelatina d’argento su carta baritata, 18,5 x 18,0 cm, n. inv. 498359

Fotografo non identificato: cavallo del monumento equestre di Cosimo I de’ Medici a Firenze (h. ca. 4 m) con gruppo di operai, stampa alla gelatina d’argento su carta baritata, 12,1 x 17,5 cm, ante 1962, n. inv. 180999




© KHI Firenze | 03.12.2020 21:13:41