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Sculture dal Giardino di Boboli

Nano Barbino

Cosimo I si avvalse di Valerio Cioli anche per un’altra scultura rappresentante un nano, destinata insieme al Morgante alla facciata verso il giardino di Palazzo Pitti. Modello per questa scultura fu il nano di corte Pietro Barbino. Questi è raffigurato nei panni succinti di un pescatore, con un telo avvolto intorno ai fianchi e rivoltato sulla spalla sinistra come una toga. Con allusione al suo cognome “Barbino”, egli sostiene col braccio destro un barbio (“barbus”). I suoi tratti fisionomici sono resi in maniera meno satirica rispetto a quelli del Morgante. La figura, nell’ accennato contrapposto, emana piuttosto riservatezza e dignità, qualità che ben si conformano allo status di Barbino quale letterato alla corte di Cosimo I. Analogamente al Morgante anche questa scultura di marmo bianco fu adattata nel 1584 a figura per una fontana. Dal muso del pesce l’acqua scorreva verso il bacino sottostante. Tra la fine del XVIII sec. e l’inizio del XIX la scultura fu collocata in una nicchia sotto la cosiddetta “Fontana del carciofo”, dove restò fino al 1994 allorché fu restaurata e successivamente trasferita nello Stanzonaccio.


Vista frontale

Vista laterale da sinistra

Vista di tre quarti da destra

Vista tergale di tre quarti da destra

Vista tergale di tre quarti da destra

Vista tergale da sinistra

Particolare: testa di profilo a tre quarti

Particolare: testa di profilo




© KHI Firenze | 22.09.2020 16:07:29